Alessitimia: l’incapacità di provare emozioni.

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Alessitimia: l’incapacità di provare emozioni.

Quando l’incapacità di provare sentimenti diventa un disturbo. Si chiama Alessitimia. Esistono persone senza sentimenti, soffrono di incapacità di provare emozioni e di esprimerle.


Cosa significa incapacità di provare sentimenti.

La consapevolezza ed espressioni delle emozioni è indispensabile per il mantenimento di uno stato di benessere.
Alessitimia infatti significa mancanza di parole per le emozioni. Queste persone sono caratterizzate dal riconoscere molto poco le emozioni. Queste persone sono incapaci di spiegare ciò che sentono.

Soffrire di alessitimia significa avere un incapacità a distinguere con chiarezza i sentimenti dalle sensazioni corporee legate all’attività emotiva. Sono persone che hanno una scarsità di fantasia e di immaginazione. Lo stile cognitivo è molto pratico e poco introspettivo. Per lo più è orientato verso il mondo fisico e l’azione piuttosto che verso il pensiero.

Gli alessitimici, inoltre, sono maggiormente concentrati su ciò che accade all’esterno. Essi descrivono le proprie esperienze o i vissuti emozionali senza alcun investimento affettivo, come se fossero spettatori più che attori della propria vita. Si focalizzano sugli dettagli, ma senza dare la sensazione a chi li osserva, di parteciparvi emotivamente. Inoltre, essi mostrano una scarsa capacità di sintonizzarsi con le emozioni altrui, mostrando difficoltà a formare e conservare nel tempo relazioni interpersonali intime.


Esistono persone senza sentimenti?

Le persone che non esprimono sentimenti sono persone che sembrano mancare di una vita interiore. Il dialogo con loro tende a essere privo di emozioni perché mancano riferimenti i propri vissuti. Quando parli con qualcuno che non riesce ad avere emozioni non puoi percepire i suoi desideri e sentimenti. Essi descrivono solo particolari di poca importanza impoverendo la comunicazione dal proprio significato. Inducono nell’interlocutore sentimenti di vuoto e di noia.

Questi individui hanno la tendenza a ricorrere all’azione per evitare problemi e conflitti. Quando ad esempio si rivolgono al medico si limitano a descrivere i propri sintomi fisici. È come se i sintomi descritti non avessero alcun significato emotivo. Ciò non significa che sono persone non adattate. Anzi hanno un lavoro una famiglia alcuni amicizie ma perlopiù relazioni superficiali oppure caratterizzate da eccessiva dipendenza. Queste persone che sembrano totalmente insensibili non hanno carenza di sentimenti bensì non li riconoscono e non possono esprimerli. Possono però percepire i cambiamenti del corpo che accompagnano le emozioni. Ad esempio sensazioni come la tachicardia, il sudore, l’accelerazione del ritmo respiratorio.  Purtroppo sono quasi incapaci di associare queste reazioni corporee con emozioni come la paura, la rabbia, ecc. Ciò non vale per tutte le persone nello stesso modo. Esistono infatti vari gradi.  L’alessitimia quindi descrive una condizione di ridotta consapevolezza emotiva.


Sintomi di alessitimia: come individuarla.

I sintomi dell’alessitimia sono i seguenti:

  • Incapacità di individuare i motivi delle proprie emozioni.
  • Scarsa empatia.
  • Capacità immaginative e oniriche ridotte.
  • Comportamenti neutri tendenti al piatto.
  • Relazione con gli altri in forma fortemente dipendente.
  • Preoccupazioni ipocondriache.
  • Reattività del sistema nervoso autonomo.
  • Forte somatizzazione.

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Incapacità di provare emozioni e disturbi psicosomatici.

La presenza di alessitimia viene quindi ritenuta oggi un importante fattore di rischio psicosomatico. Soffrire di alessitimia significa continuare a lamentarsi ma sempre per disturbi fisici. Sentire dolore, senso di tensione, irritabilità. Non è vero che non provano niente. È che spesso sentono solo  vuoto agitazione e nervosismo. Le persone alessitimiche tendono a somatizzare ciò che provano. Secondo studi di tipo psicoanalitico queste persone esprimono la sofferenza emotiva attraverso quella fisica.

La personalità psicosomatica è caratterizzata da alcuni deficit che impediscono l’elaborazione psicologica adeguata di emozioni e traumi. Ecco perché questi individui si esprimerebbero prevalentemente nel corpo. Sono persone eccessivamente conformiste. Hanno un particolare stile cognitivo che fu chiamato pensiero operatorio. Questo modo di pensare è caratterizzato da carenza di fantasia e di creatività. Il modo di relazionarsi con gli altri è piatto privo di emozioni e noioso. Sembrerebbe che la vita mentale è il comportamento di queste persone possa essere eccessivamente separato dall’inconscio. Nelle malattie psicosomatiche, l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, trovano una via di uscita attraverso il corpo.


Differenza tra Alessitimia e anaffettività.

La persona anaffettiva non prova più sentimenti, né tanto meno riesce ad esprimerli. Questo tipo di disturbo emotivo nasce normalmente in seguito a un trauma o a un’esperienza vissuta in maniera dolorosa dall’individuo. Il soggetto tende a entrare in uno stato difensivo, rinchiudendosi in sé stesso per non provare più emozioni e non soffrire più. In questi casi succede che le persone tendano ad evitare relazioni che portano all’intimità e allo scambio emotivo, per rifugiarsi in relazioni basate su piaceri materiali e illusori. La differenza tra queste due tipologie di problemi emotivi risale pertanto sia nelle cause di tale blocco emotivo, sia nella tipologia. L’anaffettivo è infatti privo di sentimenti in seguito a un trauma, mentre l’alessitimico, prova emozioni ma non è in grado di decifrarle. Manifestano quindi dei comportamenti affettivi. Talvolta in maniera esagerata o inappropriata.

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