Come reagisce l’uomo alla separazione?

Troppo spesso cerca l’affermazione di se stesso attraverso altre donne.

Gli uomini dopo la rottura vogliono sopraffare le donne.

Si sentono vincenti se hanno una buona risposta e vanno troppo in fretta alla conquista.

Così noi donne spesso raccogliamo i loro cuori infranti, li ascoltiamo mentre parlano male delle loro ex mogli e cerchiamo di aiutarli.

Non amo generalizzare e voglio precisarlo.

Mentre le donne quando un amore finisce cercano di analizzare le cause, gli uomini sono piuttosto superficiali.

Lo psicologo fa paura agli uomini.

E questo purtroppo li penalizza nella vita oltre la separazione.

Parlo di un amore finito ma in generale riguarda un po’ anche altri eventi critici.

 

La persona giusta esiste ma dipende tutto da te.

Molti uomini dopo la fine di una relazione si incaponiscono nel pensare che è tutta colpa delle donne.

Di quelle donne che hanno amato e con cui hanno costruito una famiglia.

Non hanno voluto comprendere cosa non è andato.

Mettersi in discussione magari per la prima volta è dura.

È affrontare se stessi e le proprie radici.

Spesso significa parlare di tua madre.

Perché le madri sono l’ombelico del mondo. 

Belle o brutte, dolci o dure, depresse o distanti, soffocanti o inesistenti.

La madre è tutto per un uomo.   Che tu lo voglia o no..

Le tue relazioni di oggi si costruiranno sulla base di quel primo amore.

Certo, ti sembrerà esagerato. Invece è pure troppo poco.

L’amore per la figura genitoriale è incondizionato.

Nonostante le assenze o le presenze ingombranti.

Mille sono le mamme.

Ma diventare adulti è anche crescere e superare certe situazioni che ci hanno segnato.

La famiglia perfetta non esiste, esistono solo tante forme di pseudo-normalità.

Le madri sono donne che cercano di fare del loro meglio.

Vale anche per i padri, ma quello è un altro affare e non mi va di generalizzare.

La relazione con la figura di attaccamento genera dei modelli operativi interni.

Sono quegli schemi che oggi ti dicono come comportarti con il partner.

I modelli operativi interni dunque, nascono dalle modalità di relazione tra il bambino e la sua figura di attaccamento (madre) .

Servono a guidare la relazione diventando poi una chiave di lettura per la percezione e l’interpretazione di ciò che accade intorno.

Questi modelli comportamentali, cognitivi ed emozionali vengono quindi immagazzinati fin dalla nascita.

Essi costituiscono un patrimonio di memorie relazionali implicite di cui non si ha consapevolezza.

Vale la pena prendere coraggio e affrontare il proprio passato, per vivere bene oggi, nel presente.

Sul lavoro vogliamo essere assolutamente efficienti, nel tempo libero appassionati e rilassati, e occuparci amorevolmente dei nostri partner e dei figli.

Se ti senti sicuro, il mondo è ai tuoi piedi.

Riesci ad affrontare i rischi, a essere creativo e a inseguire i tuoi sogni.

Se non hai la certezza che la persona a te più vicina,  il partner sentimentale,  creda in te, ti appoggi e ti resti vicino nel momento del bisogno, ti sarà molto difficile concentrarti sugli obiettivi e affrontare la vita.

Se il partner è affidabile e ti protegge e soprattutto se sa come rassicurarti nei momenti difficili,  allora potrai rivolgere l’attenzione agli altri aspetti della vita che la rendano significativa.

La persona giusta è come il porto: un luogo sicuro dove attraccare con la tua nave.

Lo psicologo fa paura agli uomini.. e così si chiudono in se stessi..

Avere un legame intimo e la certezza della disponibilità del partner gioca un ruolo importante per tutta la vita.

Le radici profonde dell’attaccamento, risalgono alla costruzione delle relazioni primarie che il bambino stabilisce con le figure di riferimento e di accudimento (ad esempio, la madre) nei primi anni della sua vita, e caratterizzeranno in futuro tutte le relazioni intime che sperimenterà da adulto.

Il bambino, nel suo sviluppo, costruisce nella propria mente modelli di se stesso e degli altri, basati sulla ripetizione delle esperienze vissute con la figura di riferimento più importante.

La Teoria di Bowlby però non si esaurisce solo nella spiegazione dei possibili legami che un bambino può instaurare con la propria madre ma continua il suo sviluppo applicandosi alle relazioni di coppia, quindi tra due adulti.

Il bisogno di attaccamento quindi non riguarda solo i bambini ma è parte integrante del comportamento umano nel corso dell’intera esistenza.

La persona che si è costruita uno schema mentale (per lo più inconscio) di come è l’altro e di come lo tratterà, finirà facilmente per selezionare proprio le persone che hanno quelle caratteristiche.

Il suo comportamento sarà complementare e finirà per rafforzare quello dell’altro, in una sorta di circolo vizioso.

E’ proprio vero allora il proverbio: “Chi si somiglia si piglia”..

La persona giusta ci aiuta ad affrontare la vita.


Molte storie d’amore invece fanno fatica a funzionare perché i due partner nonostante si siano scelti non riescono a trovare una modalità comune per vivere la loro relazione.

Il modo in cui ci si ama è fondamentale per essere felici con l’altro.

Un partner che necessita continuamente di rassicurazioni difficilmente potrà sentirsi sereno con un partner di natura più indipendente perché le loro nature differenti li porteranno nel tempo a scontrarsi, non perché non si amino ma proprio per il modo di concepire una relazione.

La persona giusta quindi deve essere completa anche da questo punto di vista, è un puzzle pieno di pezzi ma che riescono come per magia ad incastrarsi.

 

Lo psicologo fa paura agli uomini, preferiscono correre.

L’amore finito è un occasione per lavorare su di te.

Non cercare di riviverlo restandoci attaccato.

Caro uomo affronta chi sei e troverai la persona giusta per te!

Dipende dalle tue azioni, dal tuo comportamento e dal tuo atteggiamento.

Devi guardare in faccia i tuoi demoni, non sfuggire.

Se sfuggi resti come sei.

E chiedi alla donna che frequenterai domani di accollarsi non solo te ma un trascorso che non può gestire da sola.

E per questo finirà ancora.

Perché il problema degli uomini di oggi è che danno poca importanza al benessere psicologico.

E a me questo dispiace, perché io sono qui per aiutarli.

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