Gli stili di attaccamento derivano da una serie di fattori: sono principalmente il prodotto dell’educazione ricevuta ma anche delle esperienze di vita.


Che cos’è l’attaccamento?

L’attaccamento è il modo in cui un individuo percepisce e risponde all’intimità nelle relazioni sentimentali.

Avere una relazione stretta e profonda è insito nei nostri geni.

In natura gli individui che hanno creato un legame sono stati favoriti dal punto di vista della sopravvivenza poiché ciò costituiva un vantaggio.

Siamo tutti quanti plasmati e riplasmati dalle persone che ci hanno amato.

Possiamo non ricordarlo o non avere consapevolezza ma l’impronta della famiglia è là, nascosta da qualche parte.


Come si sviluppa l’attaccamento?

Le esperienze passate da bambino così come quelle dei genitori hanno un peso fondamentale nei rapporti che si andranno ad instaurare in futuro.

Così sviluppiamo tendenze innate a seconda dell’attaccamento che abbiamo sperimentato nell’infanzia.

Sono variabili fondamentali l’offerta di cura e la cosiddetta richiesta di cura.

L’offerta di cura si sviluppa in base alle modalità, alla quantità e alla qualità in base alla quale il genitore si relazione con il bambino.

Parlo di genitore ma si intende la figura di accudimento.

La richiesta di cura invece è un fattore soggettivo che riguarda i bisogni soggettivi del bambino.

Entra in gioco quanto il bambino si possa sentire impaurito, sicuro, ansioso, angosciato, spaventato o ancora confuso.

Il bambino manifesta i suoi stati ed emette un segnale alla figura di accudimento.

Il Caregiver a questo punto produce un comportamento interpretando i segnali del bambino.

È così che si sviluppa la relazione più importante della nostra vita.

Attraverso un gioco che parla di sopravvivenza, di bisogni, di attese e di mancanze.

Il bambino infatti per sopravvivere ,ha bisogno di una figura che lo nutra, che lo tenga in braccio, che gli parli ed interagisca con lui.


Che cosa sono i modelli operativi interni?

Sin dai primi giorni di vita, il bambino è in grado di percepire gli stimoli provenienti dall’ambiente.

Giorno dopo giorno impara dall’ambiente da cui proviene.

Diciamo che immagazzina dati sull’offerta di cura.

Formula di conseguenza una sua richiesta di cura.

La richiesta di cura quindi viene modulata in base alla disponibilità della figura di accudimento.

Il bambino possiede le capacità di apprendere e di ricordare.

Tramite queste capacità il bambino costruisce degli schemi.

Gli schemi relazionali sono i modelli che il bambino ha memorizzato in modo più o meno consapevole.

I modelli operativi interni quindi sono le rappresentazioni di sé e della figura di accudimento.

Le aspettative che il bambino ha prodotto a seguito delle variabili ambientali.

In base ai modelli operativi interni il bambino andrà a costruire i propri modelli interiori.


Che cosa sono gli stili di attaccamento nell’adulto?

A seconda delle caratteristiche dell’interazione tra il bambino e il caregiver, sono stati individuati diversi tipi di risposte comportamentali.

Quindi diverse modalità che vanno ad attivare un sistema di attaccamento diverso.

Sono come dei programmi che regolano le reazioni del bambino.

Chiaramente da adulto diventano forme relazionali apprese determinanti per le relazioni con gli altri.

Principalmente sono quattro gli stili di attaccamento: sicuro, ansioso (ambivalente)  sfuggente (evitante) e disorganizzato.

stili di attaccamento


Stile di attaccamento sicuro: ti voglio con equilibrio.

 

Le persone caratterizzate da stile di attaccamento sicuro non hanno paura dell’intimità e solitamente si mostrano dolci e affettuose.

Il tipo sicuro non si fa turbare da pensieri negativi relativi al legame di coppia.

Si dimostra sicuro della propria capacità di migliorare la relazione.

Inoltre è mentalmente flessibile e non si fa spaventare dalle critiche.

Se necessario è in grado di mettere in discussione i propri comportamenti e a rivedere le proprie posizioni.

Poiché la vicinanza non gli crea disagi non ha bisogno di fissare confini o paletti.

Stile di attaccamento ansioso: ti voglio, ti voglio, ti voglio troppo.

Il tipo ansioso ricerca di continuo l’intimità e spesso dubita della capacità del partner di ricambiare il suo amore.

Ha la straordinaria capacità di percepire se la relazione è in pericolo e percepisce anche il minimo segnale.

Cerca un legame basato su grande sostegno e stabilità poiché l’incertezza e la poca disponibilità emotiva lo mettono in agitazione.

Stile di attaccamento sfuggente: ti voglio ma lasciami libero.

Lo sfuggente invece identifica l’intimità con la perdita di indipendenza e cerca di mantenere una certa distanza di sicurezza.

Vive nel timore che l’altro osi varcare i confini da lui imposti.

La vicinanza diventa un occasione per scrutare il partner e finalmente trovare il motivo per cui è impossibile che sia la persona giusta.

Non si sente tagliato per avere relazioni serie.

Reprime spesso le emozioni legate all’amore, meccanismo che lo aiuta a saltare da una relazione all’altra.

Quindi nonostante tutti proviamo il bisogno viscerale di formare legami stretti è il modo in cui li creiamo a renderci diversi.

Il bisogno di vicinanza varia da persona a persona e  di conseguenza diventa terreno di incontro oppure di scontro.

Quando la persona su cui contiamo di più e dalla quale dipendiamo emotivamente e fisicamente non soddisfa il ruolo di figura di attaccamento allora arriva il tormento, l’insoddisfazione, il dolore.

Gli stili di attaccamento costituiscono un fattore importante in una coppia poiché i meccanismi che li accompagnano determinano lo stato di serenità e di benessere.

Un partner con stile di attaccamento ansioso ad esempio può reagire male al bisogno di indipendenza di un compagno con stile di attaccamento sfuggente.

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Se ti trovi in questa situazione può essere utile iniziare un percorso individuale per approfondire questi meccanismi.

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