L’errore di comunicazione sul caso Ferragni / Balocco.

Chiara Ferragni, alle origini del Pandoro Gate. 

Tutto è iniziato così, con una azienda grandissima e con un fatturato da urlo, un marito impegnativo due bambini e con esigenze che non fanno altro che crescere.

Perché quando il tuo progetto prende forma tutto aumenta.  E tu che sei il centro di ogni cosa vieni tirata di qua e di là perché tutti ti chiamano. Cosa vogliono? Sapere cosa ne pensi, aiuto per delle loro decisioni personali, che tu li tiri fuori dai guai che hanno combinato, le tue attenzioni, i tuoi commenti, tutti vogliono tutto di te.

E allora tu capisci che devi delegare. E inizi ad assumere profili competenti che facciano qualunque cosa per alleggerirti e tenere in piedi tutto un sistema. Ma c’è di più perché il sistema che ti rappresenta, ciò da cui tutto è nato resta in piedi se tu sei visibile.

Tutti ti vogliono vedere, devi farti vedere, devi essere bella, perfetta, in forma, divertente. Ecco perché hai bisogno di sentirti libera. Perché se non ti senti libera o almeno non ti convinci di esserlo tutte queste responsabilità ti crollano addosso, e ti inchiodano.

Nel 2023 Chiara Ferragni viene invitata a Sanremo e consacrata come donna più influente nel panorama italiano ed estero. Ma già là qualche crepa c’era perché sempre a Sanremo è esploso il caso Fedez- Rosa Chemical ed in seguito la dichiarazione di essere in profonda depressione del marito.

Gli affari del Pandoro Gate coincidono con un periodo della vita di Chiara in cui ha dovuto affrontare molte situazioni scottanti.

Magari pur essendo quotidianamente seguita da esperti, questi interventi non sono bastati per frenare lo sgretolarsi di una montagna.  Perché tutto girava attorno a Chiara. Tutti marito compreso si sono attaccati alla sua gonnella.


Il processo di delega nello sviluppo aziendale.

Quando un imprenditore si trova a gestire troppe cose contemporaneamente, potrebbe sperimentare un’importante diluizione dell’attenzione e delle risorse. Questo può portare a una mancanza di focalizzazione e di efficacia nel portare avanti ciascuna attività. Inoltre, potrebbe causare stress e affaticamento, riducendo le capacità decisionali e la qualità del lavoro. In tal caso, potrebbe essere utile per l’imprenditore delegare alcune responsabilità o concentrarsi su poche aree chiave per ottenere risultati migliori.
Demandare compiti ad altre figure, noto anche come delegazione, è una componente fondamentale della gestione efficace in qualsiasi organizzazione o progetto.
 Delegare permette di prendersi carico di più attività di quante si potrebbe gestire da soli, incrementando l’efficienza complessiva. L’unico modo per ampliare l’attività produttiva è avere collaboratori di cui fidarsi e competenti. Come affiliare questi collaboratori al tuo brand? Assegnando loro compiti e mettendoli alla prova, verificando che il loro operato corrisponda al modo in cui l’avresti fatto tu. Fortificare il brand attraverso il team building. Un’attività finalizzata a rafforzare il legame tra i membri di un team o di un’organizzazione. serve a migliorare la comunicazione, la collaborazione e la fiducia tra i membri del team.
 Affidare compiti ai membri del team può quindi aiutare a sviluppare le loro competenze e prepararli a responsabilità maggiori in futuro. Promuove un ambiente di lavoro stimolante.
I membri del team che ricevono nuovi compiti e responsabilità tendono a essere più motivati e impegnati nel loro lavoro. Per compattare il brand bisogna aggregare il team e farne un proselito. Se tu come imprenditore non fai questo, le persone lavorano per te ma non hanno chiari i confini e le risorse. Non agiscono come fossero te, ma rappresentano se stessi.
Delegando le attività quotidiane o amministrative, si può liberare tempo per concentrarsi su strategie, pianificazione e altre attività ad alto valore aggiunto.
Coinvolgendo più persone nel processo decisionale, si può beneficiare di diversi punti di vista e competenze, portando a soluzioni più creative e ben ponderate. Quindi avere punti di vista differenti è importante per non rinchiudersi in vicoli ciechi ma al contempo è necessario fare verifiche sui processi organizzativi aziendali.
Avere più persone in grado di gestire diversi compiti rende il team o l’organizzazione meno dipendente da un singolo individuo.
Delegando però permetti ad altre figure di generare un loro gioco aziendale. E non si può mai conoscere fino in fondo le motivazioni reali che conducono certe persone verso certe scelte. L’animo umano è oscuro e in molte aziende si nascondono personaggi ambigui. Forse questo fattore aziendale va approfondito. Perché Chiara si è dimostrata una donna con dei principi e valori forti, con una famiglia alle spalle che le ha dato buoni insegnamenti. Ma se si è badato più a generare profitti che al tenere forti questi valori qualcosa vorrà pur dire?
Al momento sembra che non ci saranno capri espiatori da scovare nel suo Team e che lei non voglia scaricare colpe sui suoi collaboratori. Un gesto profondamente solidale e che ha permesso di trascorrere le Feste al suo entourage con una certa serenità.

Errore di comunicazione o errore di delega?

Nel video di scuse di Chiara Ferragni, lei parla di errore di comunicazione, perché la beneficienza era stata fatta prima (ma solo da Balocco) e dimenticata invece dall’influencer. Secondo Chiara si è trattato di errore di comunicazione e non un affare commerciale condotto malamente. Dalle email emerse e inviate dall’azienda Fenice però si evince altro. Non si tratta di un errore di comunicazione che riguarda la campagna “Pink Christmas” ma del modo in cui la società Fenice ha condotto l’azione di vendita.

A questo punto io mi chiedo, Chiara era o no al corrente di queste modalità di vendita oppure ne era del tutto inconsapevole? Voglio pensare che lei ne fosse inconsapevole perché il suo ruolo principale è essere una fashion influencer. Da qui ne deriva che molte attività (da cui vengono ricavati ingenti guadagni) siano delegate ad altre figure.

Di chi è stata l’idea di inserirsi nel mercato dolciario e di legare il tutto alla beneficienza? Hanno agito quindi per delega, conducendo attività al solo scopo di lucro e senza ritegno per la realtà dei prodotti?

Credo sia opportuno riflettere sul processo di delega e sui rischi che ne possono derivare.

Abbiamo detto che è importante delegare i compiti alle persone che hanno le competenze e l’affidabilità per svolgerli bene.

Per non perdere il controllo durante il processo di delegazione, è importante assicurarsi che le aspettative siano chiare e che ci sia una comprensione comune degli obiettivi.
Nel  caso Balocco forse è stato perso di vista l’obiettivo generale dell’operazione.
L’obiettivo era aumentare il fatturato  oppure fare affari e assieme beneficienza? Perchè c’è stata una sovraesposizione della sua immagine con troppi sponsor nel periodo incriminato in cui è stato commesso il fatto? Ne è poi seguita un’altra simil campagna con le uova di Pasqua.

Allora facciamo chiarezza.

Se è stata una svista sulla mancata beneficienza è stato un errore superficiale ma che è costato caro. Se è stato commesso un dolo invece e quindi ci sono altri casi che ancora devono venire fuori e quattro procure stanno indagando lo vedremo prossimamente.

Voglio pensare che dopo aver preso anche l’Ambrogino d’oro per essersi distinti nell’impegno dimostrato durante la pandemia (lei e il marito) il caso Ferragni Balocco sia frutto di una svista.

Inoltre sappiamo bene che l’errore della mancata beneficienza non è stato commesso da lei in persona ma dai manager che lavorano per lei. Chiaramente essere imprenditori significa prendersi le responsabilità derivanti  della propria azienda e metterci la faccia quando si commette un errore.

E lei la faccia ce l’ha messa. Chiara ha chiesto scusa.

Ma qualcosa nel processo di delegazione ha fallito. E il Pandoro Gate non è solo un momento molto buio nella vita di Chiara Ferragni ma è anche la dimostrazione che c’è stata una falla in un sistema aziendale.
La delega è un’abilità di gestione fondamentale, ma come qualsiasi processo, può avere anche degli svantaggi o dei fattori negativi se non viene attuata in modo appropriato.
Quando si demanda, si rinuncia a un certo livello di controllo. Se non viene gestito correttamente, ciò può portare a risultati non allineati con le aspettative o con la visione generale.
A volte, l’individuo a cui viene delegato il compito potrebbe avere priorità o obiettivi personali che non sono in linea con quelli del progetto o dell’organizzazione.
Aver delegato queste sponsorizzazioni ad altre persone del team che hanno spinto su certe politiche poco chiare non aiuterà Chiara nella sua difesa. In un mondo invidioso che ora brinda nel vedere che così perfetta non è.
A livello aziendale non si è vigilato abbastanza sempre ammesso che l’errore sia avvenuto senza che ne fosse veramente a conoscenza.
Il punto è che tutti sono responsabili ora di questo crollo. Perché il danno d’immagine che ne è derivato è enorme.
Safilo è andata e in queste ore anche Coca Cola ha detto ciao.
Diventa difficile godersi l’attico di City Life quando le tue sicurezze vacillano. Ma è in questi momenti che bisogna imparare a gestire ed affrontare un fallimento. Approfondisci qui questo argomento. 
Articoli correlati