Quali segni psicologici lascerà la quarantena?

Stiamo contenendo il contagio: ma quali segni psicologici lascerà la quarantena?


L’ Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico ha realizzato un sondaggio per Adnkronos Salute.

Cliccando nel suo sito,  c’è a disposizione degli utenti un questionario.

Dai risultati, è emerso che il 68% sta vivendo molto male la possibilità di uscire di casa solo per valide ragioni. 

Solo il 7% afferma di trovare beneficio nel rimanere a casa e nel dedicarsi alla famiglia.

Mentre nel 78% dei casi il sentimento dominante è l’ansia e il senso di oppressione, il 13% ammette di essere nervoso e solo il 9% dichiara di vivere serenamente questo momento.

A breve arriverà la comunicazione che andrà a prolungare questa situazione, già in molti ce lo aspettiamo.

Ma come si vive prigionieri nelle nostre case?

Superato il periodo dell’Andrà tutto bene, molte persone sono scoraggiate.

Se da un lato le misure di costrizione sono per un bene maggiore dall’altro è difficile sopportare i limiti imposti.

Quali segni psicologici lascerà la quarantena? Frustrazione e noia.

Nonostante la maggior parte delle persone abbia creato nuove routine alla lunga arriva qualche cedimento.

Lo stress e la preoccupazione per il lavoro sono variabili che possono aumentare  forme di ansia generalizzata.

Il modo di affrontarli cambia molto in base alle risorse interiori personali.

Anche la noia causata dall’impossibilità di essere produttivi può degenerare in irritabilità.

Abbiamo imparato dalla società a tenerci in movimento e a sfruttare ogni attimo per metterci in azione.

Può creare frustrazione stare fermi all’improvviso.

Altre persone invece segnalano di avere attacchi di panico nel sonno.

Sono persone che fanno fatica ad affrontare in modo profondo quanto gli sta accadendo attorno.

Quando arriva la notte e si rilassano ecco arrivare l’attacco di panico notturno.

Questo viene vissuto come un episodio al di fuori del sé.

È proprio la difficoltà di trovare un significato all’episodio che fa si che questo si ripeta.

Ansia e irritabilità causati dalla quarantena.

La riduzione dei contatti sociali e fisici per alcune persone rappresenta un problema.

Soprattutto se vivono da sole o per la pandemia sono in isolamento.

La paura verso un futuro fosco che non conosciamo è certamente fonte di ansia.

Anche in questo caso se già soffrivi di disturbi d’ansia possono aumentare a causa della situazione.

COSA CI LASCERÀ IL CORONAVIRUS?

È probabile che le abitudini che oggi adottiamo  possano permanere anche quando le fasi acuta e sub-acuta dell’infezione saranno terminate.

  • Il distanziamento sociale
  • Il frequente lavaggio delle mani
  • L’uso della mascherina nei luoghi affollati
  • La rinuncia ad abbracci e strette di mano

Tutte queste procedure potrebbero restare impresse nella mente soprattutto quando riprenderà in autunno il periodo delle influenze.

Saranno proprio i comportamenti indotti da  condotte fobiche che potrebbero aumentare attaccando persone che già erano vulnerabili e creando in loro possibili comportamenti sproporzionati.

È evidente che quando le reazioni di difesa sono eccessive il danno che la persona si provoca, o in questo caso provoca alla collettività, è maggiore.

La reazione difensiva in questo caso non è più adeguata ed efficace, anzi, genera più danni di quelli che dovrebbe prevedere.

Approfondisci l’argomento qui.

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