Amore Possessivo: i Segnali e il comportamento dell’uomo possessivo.

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Che cos’è l’amore possessivo?

Scopri cosa è l’amore possessivo, i segnali che indicano comportamenti tossici, e come gestire questa dinamica per preservare la tua autostima. Esplora consigli pratici e strategie per affrontare il controllo e costruire relazioni sane.


 

L’amore possessivo è un tipo di connessione emotiva in cui un partner sviluppa un attaccamento eccessivo nei confronti dell’altro, manifestando un desiderio insano di controllo sulla sua vita e sulle sue attività.

Questo tipo di amore è caratterizzato da una gelosia intensa, una mancanza di fiducia e una costante necessità di conferme e rassicurazioni. La persona possessiva può vedere il partner come una sorta di proprietà, piuttosto che come un individuo autonomo con i propri diritti e la propria identità.

Nell’amore possessivo c’è una forte connessione tra i partner che lentamente si trasforma in qualcosa di tossico perché al posto che esaltare la relazione e il sentimento il partner controllante spegne la personalità dell’altro.

La connessione magica, un amore che era nato dalla purezza tra due persone che si piacciono diventa invece una morsa che lentamente restringe la possibilità  di esercitare la libertà individuale. Non sei più te stessa ma una versione di te che ormai è connessa ad un’altra persona e quindi non agisce più in piena libertà ma vive costantemente sotto l’influenza del partner autoritario.

“Perché non rispondi ai miei messaggi, perchè oggi vuoi pranzare con la tua famiglia al posto che uscire assieme a me e stare così assieme? C’è qualcosa che mi devi dire? Ti sento distante”.

L’amore possessivo è una forma di affetto caratterizzata da un desiderio eccessivo di controllo sulla persona amata. Si manifesta attraverso comportamenti che riflettono una necessità di dominio, spesso causando tensioni nella relazione. Chi vive un amore possessivo può tentare di limitare la libertà del partner, controllando le sue azioni, amicizie e persino le comunicazioni.

Nelle relazioni l’amore possessivo si sviluppa attraverso una forma intensa di amore in cui un partner sente la costante necessità di controllare l’altro. Questo può manifestarsi attraverso la gelosia, la manipolazione e l’eccessiva dipendenza. Sebbene sia normale desiderare la vicinanza nel rapporto, l’amore possessivo tende a soffocare e limitare l’autonomia dell’altro individuo.

Segnali di amore possessivo: riconoscere l’amore possessivo. 

Nel contesto dell’amore possessivo, la gelosia svolge un ruolo centrale, spingendo il possessore a percepire minacce immaginarie o esagerate alla stabilità della relazione. Questa gelosia può tradursi in un controllo eccessivo, con il partner possessivo che cerca di limitare le attività sociali, monitorare le comunicazioni o addirittura isolare l’altro dalle relazioni esterne. La mancanza di fiducia è una componente chiave, spesso basata su insicurezze personali del possessore, che può dubitare costantemente delle intenzioni e delle azioni del partner.

Il partner controllante vuole avere tutto per sé l’oggetto d’amore, c’è il bisogno di vivere un amore totalizzante e contemporaneamente la determinazione nel chiudere questo sentimento in uno scrigno. Uno scrigno chiuso a chiave che trasforma un amore in una prigione.

Un altro aspetto distintivo dell’amore possessivo è la paura costante della fine della relazione. Questa ansia può portare a comportamenti controllanti e manipolatori, con il possessore che cerca di evitare a tutti i costi la separazione, anche a scapito della libertà e del benessere del partner.

Nell’amore possessivo, si verifica una mancanza di rispetto per la privacy dell’altro, con il possessore che cerca di penetrare in ogni aspetto della vita del partner. Questo può tradursi in un monitoraggio costante attraverso l’analisi di messaggi, chiamate o attività online. La persona possessiva può anche utilizzare tattiche manipolatorie, come la colpa o il ricatto emotivo, per mantenere il controllo sulla relazione.

Identificare i 12 comportamenti tipici dell’amore possessivo. 

I comportamenti tipici dell’amore possessivo trasudano dinamiche di potere e ruoli non paritari all’interno della relazione. Sono come un domino perché ogni comportamento ne genera uno successivo. È un veleno che agisce lentamente ma è talmente penetrante che è difficile sviluppare un antidoto senza avere un sostegno psicologico e della famiglia e nei casi più gravi delle forze dell’ordine.

  1. Gelosia eccessiva.
    • Un amore possessivo spesso si accompagna a una gelosia intensa, che può manifestarsi anche in situazioni apparentemente insignificanti. La gelosia patologica può avere radici profonde in vari fattori psicologici ed emotivi. Spesso è legata a una bassa autostima, dove l’individuo può percepirsi in modo negativo e temere costantemente di essere abbandonato o rifiutato. L’esperienza di traumi passati, come tradimenti o abbandoni, può alimentare la gelosia patologica, generando un costante timore di ripetere tali esperienze dolorose.
    • La mancanza di fiducia in sé stessi e negli altri gioca un ruolo cruciale, con la persona gelosa che proietta le proprie insicurezze sulla relazione.  La gelosia patologica può anche essere influenzata da schemi di attaccamento insicuri sviluppati durante l’infanzia, dove l’individuo non ha imparato a gestire in modo sano la separazione e la vicinanza nelle relazioni. Alcuni disturbi psicologici, come l’ansia generalizzata o il disturbo ossessivo-compulsivo, possono amplificare la gelosia, creando pensieri intrusivi e comportamenti ritualizzati legati al controllo. Infine, fattori culturali e sociali possono contribuire, con alcune società che promuovono idee di possessività come segno di amore.
  2. Controllo delle attività.
    • Il partner possessivo può cercare di controllare le attività quotidiane dell’altro, come la scelta di amicizie, attività sociali o tempo trascorso fuori casa. Le motivazioni sono proteggere il partner da persone che sono subdole o dipinte tali dal soggetto controllante.
    • “Ma perché devi andare a fare da babysitter a tuo nipote che non sei neanche pagata e loro ti vogliono solo sfruttare? Non andare dai, così stiamo tranquilli e ci guardiamo un film assieme”.
    • Sono queste delle espressioni che tendono a manipolare l’altro apparentemente sostenendolo ma in realtà esercitano un’azione di controllo sulle energie che l ‘altro spende al di fuori della relazione sentimentale.
  3. Richiesta di costante conferma.
    • Chi è possessivo può richiedere costantemente conferme d’amore o cercare rassicurazioni frequenti sulla solidità della relazione. L’insicurezza spinge la persona che esercita queste azioni tossiche a cercare di avere delle conversazioni sulla relazione. Il partner assediato viene richiamato a dover giustificare i suoi sentimenti e a motivare costantemente il perchè ha scelto l’altro, nonostante le manifestazioni e le prove già fornite con i fatti. Il partner controllante pretende che i suoi bisogni emotivi vengano soddisfatti ma è un pozzo senza fondo. Le sue richieste di sentirsi amato e apprezzato sono il veleno che il partner soggiogato deve bere sentendosi così  completamente annichilito.
  4. Isolamento sociale.
    • Un partner possessivo potrebbe cercare di isolare l’altro dalle amicizie e dalla famiglia, limitando così le reti di supporto. Il tempo che il partner utilizza nella sua giornata al di fuori della relazione è tempo sottratto alla relazione stessa. Quindi se tieni alla relazione devi dimostrarlo sottraendo tempo al resto. Non solo ai familiari ma anche alle attività produttive che caratterizzano la vita di ciascuno. Non andare, non fare, stai con me, vediamoci. Ecco un esempio di comunicazione tossica.
  5. Minacce e intimidazioni.
    • Talvolta, l’amore possessivo si manifesta attraverso minacce, intimidazioni o comportamenti coercitivi. Nel contesto di una relazione tossica, i comportamenti coercitivi spesso emergono attraverso forme di intimidazione emotiva, che possono essere sottili ma altamente dannose per il benessere psicologico del partner. Consideriamo un esempio concreto per illustrare questa dinamica. Immagina una coppia in cui uno dei partner, chiamiamolo Filippo esercita intimidazioni emotive nei confronti dell’altro, Giulia. Filippo può utilizzare tattiche subdole per controllare e manipolare Giulia, minando la sua sicurezza emotiva e indebolendo la sua autonomia. Un giorno, Giulia decide di partecipare a un evento sociale senza la presenza di Filippo. Quando Filippo scopre la decisione di Giulia, invece di esprimere comprensione o supporto per la sua autonomia, reagisce in modo coercitivo. Filippo inizia a esprimere il proprio disappunto con un tono accusatorio, sottolineando quanto Giulia sia egoista nel prendere decisioni senza tener conto dei sentimenti di Filippo. Inizia quindi a fare insinuazioni sottili sulla lealtà di Giulia e sulla stabilità della loro relazione, generando una sensazione di colpa nel partner. Successivamente, Filippo potrebbe iniziare a porre domande insistenti e dettagliate sulle persone presenti all’evento sociale, cercando di ottenere informazioni per alimentare ulteriormente la gelosia e l’insicurezza di Giulia. Inoltre, Filippo potrebbe minacciare implicitamente di mettere in discussione la fiducia nella relazione se Giulia dovesse continuare a prendere decisioni simili in futuro. In questo scenario, l’intimidazione emotiva si manifesta attraverso la manipolazione delle emozioni di Giulia, creando una paura di ripercussioni negative nel caso in cui esprima la sua autonomia o prenda decisioni indipendenti. Questo tipo di coercizione mina la fiducia, la sicurezza emotiva e il senso di libertà individuale del partner, contribuendo a creare un ambiente relazionale tossico. (Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.. ).
  6. Mancanza di fiducia.
    • La mancanza di fiducia è spesso un segno distintivo dell’amore possessivo. Il partner può dubitare costantemente delle intenzioni e delle azioni dell’altro. Si veda passaggio nell’esempio precedente.
  7. Monitoraggio costante.
    • Il partner possessivo può cercare di monitorare costantemente il partner, ad esempio attraverso il controllo dei messaggi, delle chiamate o dei social media. Un senso di scarsità emotiva può contribuire, portando l’individuo a temere la perdita del partner come la perdita di una risorsa fondamentale per il proprio benessere. Quindi il partner va sorvegliato perché c’è la presunzione di sapere cosa è meglio per lei o lui.
    • “Ma perchè la tua amica ti ha scritto questo messaggio? E tu sei stata mezz’ora ad aiutarla? Non hai visto che anche io ti avevo scritto per sapere com’era andata oggi al lavoro? Ora quindi cosa fai?”
  8. Rabbia eccessiva.
    • Una risposta rabbiosa o irritabile a situazioni che potrebbero far emergere sentimenti di insicurezza o minaccia per il possessore. ” mi sto arrabbiando nel vedere che dai più importanza al compleanno di tua nonna che a me che oggi non sto bene e avevo bisogno della tua vicinanza”.
  9. Senso di proprietà.
    • Trattare il partner come una proprietà anziché come un individuo autonomo è un segno di amore possessivo. Questo comportamento può manifestarsi attraverso varie dinamiche relazionali, dove il possessore cerca di controllare e limitare la libertà del partner, instaurando un’atmosfera di dipendenza e sottomissione. L’altro è mio, pensa l’abusante, ed ho il pieno diritto di essere presente nella sua vita.
    • Chi esercita il senso di proprietà può sviluppare un atteggiamento di superiorità, considerandosi il “padrone” della relazione e comportandosi di conseguenza.
  10. Rifiuto della privacy.
    • Un partner possessivo potrebbe rifiutare il diritto alla privacy dell’altro, cercando di controllare ogni aspetto della sua vita,  inclusi messaggi, chiamate e spazi personali.
  11. Manipolazione emotiva.
    • L’amore possessivo può coinvolgere tattiche manipolatorie, come la colpa o il ricatto emotivo, per ottenere ciò che si desidera. Utilizzare la colpa o il ricatto emotivo, per ottenere ciò che desidera dal partner, minacciandolo di danneggiare la relazione se non viene soddisfatto. Leggi anche questo approfondimento sul ricatto emotivo. 
  12. Paura della fine della relazione.

Psicologia dell’amore possessivo. 

Le radici del comportamento controllante spesso affondano nelle esperienze dell’infanzia. Individuare le dinamiche familiari durante i primi anni di vita può offrire una comprensione più approfondita del perché alcune persone sviluppino tendenze al controllo.

  1. Ambiente Familiare: In molte situazioni, un ambiente familiare autoritario o eccessivamente controllante può influenzare la percezione dell’individuo riguardo al controllo nelle relazioni. Se crescono in un contesto in cui il controllo è la norma e viene esercitato in modo dominante, potrebbero replicare questi modelli comportamentali nelle loro relazioni.
  2. Attaccamento Insicuro: I modelli di attaccamento sviluppati durante l’infanzia giocano un ruolo fondamentale. Se un bambino non ha sperimentato un attaccamento sicuro, potrebbe sviluppare insicurezze emotive che si riflettono nell’esigenza di controllare le relazioni per mitigare la paura dell’abbandono.
  3. Modelli Genitoriali: Il comportamento controllante può essere appreso attraverso l’osservazione dei modelli genitoriali. Se uno o entrambi i genitori esibiscono comportamenti di controllo, il bambino potrebbe imparare che questo è il modo “normale” di gestire le relazioni.
  4. Esperienze di Trauma: Traumi o eventi stressanti durante l’infanzia possono portare a una maggiore necessità di controllo come meccanismo di difesa. Il controllo potrebbe essere percepito come un modo per gestire l’insicurezza derivante da esperienze traumatiche.
  5. Scarsità Emotiva: Se un bambino cresce in un ambiente in cui le sue esigenze emotive non vengono soddisfatte adeguatamente, potrebbe sviluppare una percezione di scarsità emotiva. Questo può portare a una forte dipendenza emotiva dal partner e, di conseguenza, a comportamenti controllanti.
  6. Mancanza di Modelli Alternativi: Se non vengono forniti modelli alternativi di gestione delle relazioni durante l’infanzia, un individuo potrebbe ricorrere al controllo come unico modo per affrontare le sfide relazionali

Quali sono le cause dell’ amore possessivo? 

L’amore possessivo può derivare da diverse cause psicologiche ed emotive. Uno dei fattori principali è legato a insicurezze personali profonde. Chi sperimenta l’amore possessivo spesso ha una bassa autostima e teme di non essere abbastanza per il partner, generando il desiderio di controllare ogni aspetto della relazione per evitare un presunto abbandono.

Le esperienze passate, come tradimenti o relazioni instabili, possono contribuire all’amore possessivo. Chi ha vissuto tradimenti può sviluppare una costante paura di essere nuovamente ferito, portando a un bisogno eccessivo di controllo per evitare il ripetersi di situazioni dolorose.

Le dinamiche familiari durante l’infanzia giocano un ruolo significativo. Un ambiente familiare in cui il controllo era eccessivo o in cui non si insegnava il rispetto per l’individualità può influenzare la percezione dell’amore e portare a comportamenti possessivi nell’età adulta.

La mancanza di fiducia in sé stessi e negli altri è un altro elemento chiave. Chi sperimenta l’amore possessivo spesso non ha fiducia nella propria capacità di affrontare la vita senza il partner e teme che l’altro possa trovare qualcuno di “migliore”.

Infine, influenze culturali e sociali possono contribuire. Alcune società promuovono l’idea che il controllo e la possessività siano segni di amore, creando un contesto in cui tali comportamenti sono considerati accettabili.

Affrontare l’amore possessivo richiede un lavoro profondo su queste questioni emotive, spesso attraverso la terapia, per sviluppare una visione più sana e equilibrata delle relazioni.

Differenza tra amore e possessività.

Una chiave per distinguere l’amore sano dall’amore possessivo è capire la differenza tra desiderare il tuo partner e aver bisogno disperatamente di lui o lei. L’amore sano comprende il rispetto per l’indipendenza dell’altro, mentre l’amore possessivo vede quest’indipendenza come una minaccia. L’amore sano, quindi, si basa sulla fiducia reciproca, sulla comunicazione aperta e sul rispetto per l’individualità del partner. I partner credono l’uno nell’altro e rispettano la loro autonomia individuale.  Nelle relazioni sane, c’è un rispetto profondo per l’individualità di ciascun partner. Ognuno è libero di svilupparsi, crescere e perseguire i propri interessi senza sentirsi vincolato o controllato. La comunicazione aperta è fondamentale nelle relazioni sane. I partner si parlano, si ascoltano e si comprendono reciprocamente senza paura di esprimere i propri pensieri e sentimenti. Non ci sono ritorsioni dopo una comunicazione aperta con l’altro. Ciascuno prende consapevolezza delle esigente altrui e i partner si sostengono a vicenda nei momenti difficili. Ciò significa essere presenti per l’altro senza esercitare un controllo eccessivo. Inoltre gli individui possono essere autentici e veri con il proprio partner, senza la necessità di nascondere parti di sé o di conformarsi a un’immagine ideale.

Leggi questo approfondimento per distinguere una relazione sana da una tossica.

Superare l’amore possessivo richiede consapevolezza delle proprie insicurezze, imparare a fidarsi e promuovere una relazione equilibrata, dove entrambi i partner mantengono la propria identità senza sentirsi minacciati. In sintesi, l’amore possessivo è una manifestazione dannosa dell’affetto, mentre un legame sano è costruito sulla fiducia e sulla crescita individuale all’interno della relazione.

Ricorda sempre che un amore sano si basa sul rispetto reciproco, sulla comprensione e sulla libertà di essere se stessi. L’amore non dovrebbe mai essere una prigione in cui ti senti limitato, ma piuttosto un luogo dove tu possa crescere e fiorire con il tuo partner.

Gestione dell’amore possessivo.

Consigli e strategie per gestire e affrontare l’amore possessivo, sia per chi lo manifesta che per chi ne è vittima.

Gestire un amore possessivo richiede un approccio attento e consapevole per proteggere la propria autostima e benessere emotivo. In primo luogo, è importante stabilire confini chiari e comunicare apertamente con il partner. Esprimere i propri sentimenti e esigenze in modo assertivo può contribuire a instaurare una comunicazione più sana.

La consapevolezza delle dinamiche relazionali è cruciale. Riconoscere i segni di comportamenti possessivi è il primo passo per affrontarli. Sottolineare il bisogno di rispetto reciproco e di spazio individuale è fondamentale per mantenere una relazione equilibrata.

Investire tempo nella crescita personale è un modo efficace per proteggersi in una relazione possessiva. Coltivare interessi personali, amicizie e attività indipendenti contribuisce a mantenere un senso di identità separato dalla relazione, riducendo così il potenziale impatto della possessività.

La costruzione di una rete di supporto esterna è altrettanto importante. Condividere le proprie esperienze con amici fidati o ricorrere al sostegno di un  terapeuta, può offrire prospettive e risorse preziose per affrontare la situazione.

Imparare a porsi obiettivi e affermare i propri bisogni può contribuire a rafforzare la propria autostima. Definire chiaramente cosa si desidera dalla relazione e comunicare questi obiettivi può aiutare a stabilire un terreno comune con il partner, favorendo una comprensione reciproca.

Se la situazione peggiora e la relazione diventa insostenibile, non esitare a considerare l’opzione della fine della relazione. La protezione della propria salute mentale e la preservazione della felicità personale devono avere la massima priorità.

In generale, la chiave per gestire un amore possessivo è coltivare una consapevolezza personale e relazionale, stabilire confini sani, cercare supporto esterno quando necessario e, se del caso, prendere decisioni coraggiose per garantire il proprio benessere emotivo. Un amore possessivo non è un amore sano ed è importante non isolarsi.

Se tu ti isoli o se credi di riuscire da sola a gestire una relazione così impegnativa stai sbagliando. Una relazione possessiva può causare dolore a te e a tutti i tuoi cari per l’impatto negativo che certe azioni hanno nella tua rete sociale, nella libertà individuale e più in generale sul tuo futuro.

Affrontare il comportamento controllante spesso richiede una riflessione approfondita sulle esperienze dell’infanzia attraverso la terapia. La consapevolezza di queste dinamiche può aiutare a sviluppare strategie più sane per gestire le relazioni nell’età adulta.

Impatto che una relazione tossica ha sull’autostima. 

Un amore tossico può avere un impatto significativo sull’autostima, minando gradualmente la percezione di sé e la fiducia in proprio. In una relazione tossica, il partner può esercitare un controllo eccessivo, manipolare emotivamente e creare un ambiente che favorisce l’insicurezza. Questi fattori contribuiscono a un deterioramento dell’autostima in diversi modi.

Critiche costanti. Il partner tossico può criticare regolarmente l’altro, sottolineando i suoi difetti o creando una percezione distorta della propria persona. Le critiche costanti minano la fiducia nell’immagine di sé, creando dubbi e insicurezze.

Manipolazione emotiva. Le tattiche manipolatorie utilizzate in una relazione tossica, come il ricatto emotivo o la colpa, inducono la vittima a sentirsi inadeguata e responsabile per i problemi della relazione. Questo contribuisce a un senso di colpa e indebolisce l’autostima.

Isolamento sociale. La tendenza di chi è tossico a isolare il partner da amicizie e familiari limita le reti di supporto esterne. La mancanza di relazioni positive può portare a un senso di solitudine e a una diminuzione dell’autostima.

Dipendenza emotiva. In una relazione tossica, si può sviluppare una dipendenza emotiva dal partner tossico. La dipendenza porta a una perdita della propria autonomia e indebolisce la percezione di sé come individuo completo.

Gelosia e possessività. La gelosia e la possessività possono emergere in una relazione tossica, facendo sentire il partner controllato e privato di libertà. Questo può portare a una percezione distorta di sé come individuo competente e indipendente.

Paura dell’abbandono. Le minacce di abbandono o la paura costante della fine della relazione possono generare ansia e stress. La paura dell’abbandono può far sentire la persona come se la propria autostima dipendesse interamente dalla presenza del partner tossico.

Riduzione dell’autonomia decisionale. Il partner tossico può cercare di controllare le decisioni quotidiane e importanti, riducendo l’autonomia e facendo sentire l’individuo incapace di gestire la propria vita.

Ciclo di abuso e riconciliazione. Il ciclo di abuso e riconciliazione tipico di alcune relazioni tossiche, in cui si alternano episodi di tensione e violenza con momenti di dolcezza, crea confusione emotiva. Questo ciclo può minare la percezione di sé e la capacità di prendere decisioni basate sul proprio benessere.

In sintesi, un amore tossico può erodere gradualmente l’autostima, influenzando la percezione di sé e indebolendo la fiducia nell’individualità. Affrontare questi impatti richiede consapevolezza, supporto esterno e, in molti casi, il coraggio di porre fine a una relazione dannosa. Leggi anche come difendersi da una relazione tossica. 

Il rispetto e il consenso nelle relazioni amorose.

Il rispetto in una relazione d’amore è un fondamento cruciale per la salute e la prosperità di quella connessione emotiva. Questo concetto va oltre la mera cortesia quotidiana ed è radicato nel riconoscimento profondo e nella valorizzazione dell’altro individuo come persona autonoma. Il rispetto  contribuisce alla qualità di una relazione d’amore.

Il rispetto inizia con l’ascolto attivo. I partner si dedicano a comprendere le opinioni, i sentimenti e le esperienze dell’altro senza interruzioni o giudizi, dimostrando empatia e considerazione.

Nel rispetto, si riconosce e si apprezza l’individualità di ciascun partner. Ciò significa accettare le differenze e sostenere la crescita personale senza cercare di cambiarne l’essenza.

Il rispetto favorisce una comunicazione aperta e onesta. I partner si sentono liberi di esprimere i propri pensieri e sentimenti senza timore di giudizi. La cortesia e la gentilezza quotidiana sono manifestazioni tangibili del rispetto. Piccoli gesti di affetto e attenzione contribuiscono a creare un ambiente di relazione positivo.

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